Comitato di terra di Bari per il NO nel Referendum sulle modifiche alla Costituzione

ARTICOLI

il Manifesto

26 ottobre 2017, pag. 1

Con la legge Basaglia furono chiusi i manicomi. Un atto di grande civilta'. Ma uno si e' sottratto: il Senato della Repubblica. Sfugge del tutto la razionalita' della scelta quando una maggioranza in cui il partito egemone e' il Pd pretende dal governo ben cinque questioni di fiducia su una legge che reca un danno al Pd. Il Rosatellum 2.0 fara' pulizia etnica del Partito democratico nel Nord. Lo dicono a mezza bocca gli stessi parlamentari Pd, e lo indicano le prime analisi sulla distribuzione dei seggi. Un sistema di collegio uninominale maggioritario favorisce comunque un partito territorialmente concentrato come la Lega, e il voto congiunto assicura un trascinamento anche sulla parte proporzionale. Un centrodestra unito mettera' nell'angolo il Pd con un remake delle elezioni del 2001. Solo una vittoria travolgente del Pd nel resto del paese potrebbe riequilibrare il disastro. E non sembra davvero che ce ne siano le condizioni. Non con un partito sfatto, e competitors agguerriti in campo. Sfugge altresi' la razionalita' della scelta del governo che concede al Pd le questioni di fiducia. Essendo evidente che l'unica ragione è nella fretta di Renzi di sciogliere appena possibile e correre al voto. Con l'obiettivo di cacciare quanto prima Gentiloni da Palazzo Chigi, meglio se un po' ammaccato da vicende come quella di Bankitalia. Non sembra quindi del tutto da condividere la considerazione di Napolitano sulla fiducia. Si esprime contro, ed e' apprezzabile. Motiva dicendo che non e' giusto caricare la responsabilita' sul governo. Vero. Ci informa che il premier e' stato sottoposto a forti pressioni. L'avevamo sospettato. Tuttavia, Gentiloni poteva dire no. Palazzo Chigi val bene un diniego, ogni tanto. Non condividiamo il richiamo di Napolitano al Mattarellum. In un contesto che si riteneva bipolare ha avuto un rendimento che molti considerano buono, ma lo avrebbe oggi, in un sistema che bipolare non e'? E non e' chiaro il rischio di favorire le spinte all'egoismo territoriale e alla separatezza, manifestate da ultimo con i referendum del lombardo-veneto? Non dimentichiamo che il Mattarellum ha accompagnato e sostenuto la crescita della Lega nel Nord.

E comunque il Rosatellum e' peggiore - e non di poco -del Mattarellum. Forse potrebbe meri tare persino un coraggioso voto contrario. Ma Napolitano dice che esprimera' nel voto finale la sua fiducia a Gentiloni. Quindi votera' si', in specie per sostenere la continuità nell'azione per le riforme. Lo capiamo, perche' di quella azione Napolitano e' stato protagonista. Ma il dissenso e' netto. Perche' l'asse portante e' stato frantumato dal popolo con il voto del 4 dicembre 2016. Se c'e' una cosa in cui c'e' bisogno di radicale discontinuita', quella è proprio l'azione riformatrice. Gia' circolano sofisticate analisi per cui dopo il voto verrebbe la grande coalizione Renzi-Berlusconi, con un respiro di legislatura. Uno scenario possibile, ma certo non il solo. Anzi tutto, c'e' da dire che Berlusconi, se vincesse dopo aver unito il centrodestra, vorrebbe certo sfruttare la posizione. E se fosse in grado di raccattare una maggioranza con qualche cambio di casacca, qualche ravvedimento operoso e ritorno alla casa madre? Vedremo. E' intanto piu' utile considerare cosa accade a sinistra del Pd dopo il Rosatellum 2.0. La sinistra sparsa, se riuscira' a mettersi insieme e sfuggire alle sirene della soglia al 3%, sara' in qualche modo in una posizione di forza rispetto al Pd. Infatti, concorre solo sulla parte proporzionale: che ci sia o meno un accordo con il Pd nulla cambia. Invece, per il Pd avere un accordo con la sinistra sparsa puo' cambiare, e molto, perche' può significare la vittoria o la sconfitta in un indeterminato numero di collegi. Ne possono venire strategie diverse. Ma e' anche l'occasione per la sinistra a sinistra di correre in piena autonomia, cercare una propria identita', competere fino in fondo, e spingere per un cambiamento vero nel Pd, che ci liberi dell'equivoco di un partito che si dice di sinistra e fa politiche di destra. In fondo, per avere nuova vita a sinistra bisogna rottamare il Pd. Il Rosatellum 2.0 e' un passo in questa direzione. Forse, dovremo un giorno esser grati a un governo clone dispensatore di fiducie ed a parlamentari di servile obbedienza. Sappiamo che la storia vive di paradossi.

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

VENERDI' 8 GIUGNO 2017

6/03/2017 - LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

I giudici si riservano - Italicum, tribunale Bari decide su ricorso legge elettorale

La procedura speciale con cui e' stato approvato l’Italicum (tre voti di fiducia) e i capilista bloccati: sono le due questioni di presunta incostituzionalita' sulle quali il Tribunale di Bari si e' riservato di decidere sulla base di un ricorso presentato dai comitati anti-Italicum nati nel 2015 in tutta Italia e coordinati dall’avvocato Felice Carlo Besostri. «Speriamo che Bari diventi una delle capitali della difesa della Costituzione» ha detto Besostri spiegando, in un incontro nella sede dell’Ordine dei Giornalisti di Bari, come potrebbe cambiare la legge elettorale qualora il Tribunale civile dovesse dichiarare la 'non manifesta infondatezzà delle questioni poste dal ricorso, sottoscritto a Bari da 95 firmatari. L’ultima udienza si e' celebrata questa mattina e si attende la decisione del giudice nelle prossime settimane. Bari potrebbe essere il primo tribunale a pronunciarsi su una questione procedurale da porre alla Consulta (dopo la sentenza che a gennaio ha dichiarato incostituzionale il premio di maggioranza al ballottaggio), che - se condivisa - annullerebbe l'intera legge elettorale, «approvata con tre voti di fiducia, cioe' con procedura speciale - ha spiegato l’avvocato Nicola Colaianni - nonostante l’articolo 72 della Costituzione imponga la procedura ordinaria».

«Con l’udienza di oggi si e' aperta una gara fra i Tribunali di Roma e Bari su chi arrivera' per primo a mandare nuove questioni in Corte costituzionale» ha detto Besostri. Analoghi procedimenti, alcuni contenenti questioni differenti da porre all’attenzione della Consulta, pendono infatti dinanzi ai giudici di Roma (il 28 febbraio il Tribunale si e' riservato la decisione), di Potenza (domani ultima udienza), di Lecce (udienza fissata il 9 marzo, dove si pone tra i motivi di incostituzionalita' quello della armonizzazione della legge fra le due camere del Parlamento), di Catanzaro dove il 21 marzo si discutera' l’appello contro il rigetto del primo grado e di un’altra decina di Tribunali in tutta Italia. Nelle more delle decisioni dei giudici civili, una delegazione degli Avvocati anti-Italicum sta incontrando in questi giorni i gruppi parlamentari. Il prossimo appuntamento, dopo quelli con Forza Italia, Sel-Sinistra Italiana e 'Civici e Innovatorì, e' per il 15 marzo con il gruppo di Camera e Senato del Partito Democratico.

IDEE PER IL NOSTRO FUTURO: TESTO CONCLUSIVO DELL’INCONTRO NAZIONALE DEI COMITATI

Sentenza Italicum, dichiarazione di Alfiero Grandi, vice presidente del Comitato contro l'Italicum «Il parlamento faccia il suo dovere e consenta alle italiane e agli italiani di eleggere tutti i loro rappresentanti su base proporzionale»

Approvato dall'Assemblea dei comitati territoriali del 21/1/2017

Il voto del 4 dicembre 2016 non lascia dubbi: ha vinto il No. Il tentativo di Renzi di ottenere un plebiscito sulle modifiche della Costituzione e' stato respinto - senza appello - dal 59 % dei votanti ed e' stato smentito che un maggior numero di votanti ne avrebbe favorito l'approvazione. L'alta percentuale dei votanti e' la conferma che tanti hanno deciso di partecipare al voto proprio per bocciare la proposta del governo. Renzi ha dovuto ammettere di avere straperso. La vittoria del No non può essere archiviata, come si sta tentando di fare, anzi e' un parametro essenziale per qualunque prospettiva politica democratica. La vittoria del No e' di straordinario valore e puo' fermare il tentativo delle elites dominanti di imporre una deriva accentratrice ed autoritaria. Questo voto puo' cambiare il corso politico del nostro paese e aprire una nuova stagione democratica fondata sui principi fondamentali della Costituzione.

Denunciamo il tentativo di far dimenticare il risultato referendario, di riassorbirne le potenzialità democratiche, in definitiva di non rispettarne l'esito. Questo voto referendario e' il contrario di una deriva populistica che, a parole, tanto preoccupa. In realta' si tenta di non rispettare l'esito di questa grande prova di partecipazione democratica. Per questo e' importante che soggetti importanti della campagna referendaria come il Comitato per il No e quello contro l'Italicum, con 750 riferimenti territoriali, restino in campo contro tentazioni future di stravolgimento dell'assetto costituzionale e per la piena attuazione della Costituzione. Nel ringraziare quanti hanno contribuito al successo del No riteniamo ora necessario sottolineare che il compito non è finito e che è in atto un tentativo di stravolgere il risultato del voto. Per questo l'Italia e la Costituzione hanno bisogno di vigilanza, di partecipazione, di iniziativa democratica.

Con le deformazioni della Costituzione e' stato bocciato anche l'Italicum, fin troppo simile al porcellum. L'Italia deve dotarsi di un nuovo sistema elettorale, coerente per Camera e Senato, che consenta agli elettori di eleggere tutti i parlamentari con voto proporzionale (così vanno eletti i rappresentanti in ogni altra sede rappresentativa come province e aree metropolitane) rimettendo in equilibrio rappresentanza e governabilita' e rispettando i principi fondamentali della Costituzione. Questo obiettivo e' tutto da realizzare: dal sostegno alle ragioni che hanno portato i nostri avvocati a presentare istanze di incostituzionalità sull'Italicum, fino ad un impegno forte per ottenere un sistema elettorale rispettoso della volontà popolare che consenta di avere un parlamento rappresentativo e legittimo, al contrario di quello attuale, che deve solo approvare una legge elettorale rigorosamente coerente con l'esito del referendum costituzionale.

Per questo sulla base del nostro documento sulla legge elettorale e dopo il pronunciamento della Corte costituzionale presenteremo un documento politico per lanciare una raccolta di firme per ottenere una legge elettorale coerente con l'esito del referendum. Il nostro impegno sarà centrato nei prossimi mesi su:

-Costituzione, per la salvaguardia dei suoi fondamenti democratici e rappresentativi e la piena attuazione dei suoi principi;

-Legge elettorale, sostanzialmente proporzionale, diritto degli elettori di eleggere tutti i loro rappresentanti, modifiche per il voto all'estero;

-Impegno a modificare le leggi che regolano le raccolte delle firme per i referendum e per le leggi di iniziativa popolare, al fine di renderle piu' semplici e meno costose;

-Sostegno alle iniziative referendarie per i diritti di chi lavora e al mondo della scuola per modificare i provvedimenti del governo Renzi;

-Lavoro di approfondimento per la piena attuazione della Costituzione; impegno per la modifica dell'articolo 81 sul pareggio di bilancio in presenza di un nuovo parlamento;

Sono tutti compiti che motivano l'impegno a costruire un movimento di cittadini che vuole restare in campo e vuole far valere il proprio punto di vista democraticamente, escludendo ogni deriva di natura partitica e tanto meno vocazioni elettorali. L'attacco al ruolo delle rappresentanze dei corpi sociali e' stato respinto, ma non basta. Ora occorre un diffuso impegno dei cittadini e fare appello alla loro partecipazione democratica.Per questo e' necessario favorire il diritto dei cittadini di associarsi e di far valere le proprie opinioni.

I due Comitati referendari - per il No alle modifiche della Costituzione e contro l'Italicum - insieme alla rete dei Comitati territoriali saranno i protagonisti di questo percorso, e, una volta approvata la nuova legge elettorale, decideranno insieme forme e modi per proseguire le iniziative, fondate sulla partecipazione e sulla diffusione nei territori. In vista di questo appuntamento i direttivi dei due Comitati referendari si riuniranno con le rappresentanze delle aree regionali, nel rispetto delle differenze di genere. Il sito Internet dei due Comitati, per sottolineare la nuova fase, aggiungera' anche “per la democrazia costituzionale”, fino all'assemblea nazionale convocata dopo la legge elettorale.

Dalla sentenza della Corte esce la conferma che avevamo ragione, l'Italicum era incostituzionale e conferma la validità della lotta degli ultimi anni per la democrazia. L’Italicum era una legge che presentava dei pericoli, per l’attribuzione di un premio di maggioranza senza soglia minima mediante l'escamotage del ballottaggio a livello nazionale. Il Governo ha ignorato gli appelli dei piu' eminenti costituzionalisti e specialisti del diritto. Per fortuna siamo arrivati alla Corte costituzionale prima di eleggere un altro Parlamento con una legge elettorale illegittima. Perfino la Renzi-Boschi prevedeva il giudizio della Corte prima dell'entrata in vigore di questa legge. Un ringraziamento a tutti i gruppi locali e a tutti gli avvocati, che in tutte le regioni italiane hanno proposto ricorsi, con grande dispendio di energie, per farli arrivare alla Corte Costituzionale. Ora c'e' da sperare di non essere costretti a ripescare l'iniziativa referendaria sui punti che la sentenza della Corte non ha risolto, per questo occorre che la prossima legge elettorale sia coerente con i principi della democrazia costituzionale.

Questo parlamento, che aveva manomesso la Costituzione e approvato un simil porcellum, ora dovrebbe con uno scatto di orgoglio approvare una legge elettorale che faccia pulizia degli aspetti che la Corte non ha risolto: essenzialmente premio di maggioranza al 40 % che si aggiunge alla soglia di sbarramento e una quantita' veramente eccessiva di nominati dall'alto e non selezionati dagli elettori come i capilista, a cui si deve aggiungere la possibilita' di un altro centinaio di deputati eletti con il premio di maggioranza se dovesse scattare. Il prossimo dibattito sulla legge elettorale deve partire dalla sentenza di oggi, ma proseguire verso un sistema elettorale democratico di natura proporzionale; oggi resta un eccessivo premio di maggioranza in nome della governabilita' che sopravanza la rappresentanza.

Il Parlamento deve essere lo specchio del Paese, piu' aperto a tutti gli apporti, se vogliamo riattivare la partecipazione democratica. Occorre restituire agli elettori il diritto di scegliersi i propri rappresentanti, cosa che non e' assicurato dalla disciplina che risulta dalla parziale demolizione dell'italicum operata dalla Consulta. In ogni caso si pone ora con urgenza la necessita' che il Parlamento intervenga per rendere omogeneo il sistema elettorale nelle due Camere.

Roma, 25.1.2017

Decisione sulla legge elettorale cd. Italicum

.

Oggi, 25 gennaio 2017, la Corte costituzionale si e' pronunciata sulle questioni di legittimita' costituzionale della legge elettorale n. 52 del 2015 (c.d. Italicum), sollevate da cinque diversi Tribunali ordinari. La Corte ha respinto le eccezioni di inammissibilita' proposte dall’Avvocatura generale dello Stato. Ha inoltre ritenuto inammissibile la richiesta delle parti di sollevare di fronte a se stessa la questione sulla costituzionalita' del procedimento di formazione della legge elettorale, ed è quindi passata all’esame delle singole questioni sollevate dai giudici.

Nel merito, ha rigettato la questione di costituzionalita' relativa alla previsione del premio di maggioranza al primo turno, sollevata dal Tribunale di Genova, e ha invece accolto le questioni, sollevate dai Tribunali di Torino, Perugia, Trieste e Genova, relative al turno di ballottaggio, dichiarando l’illegittimita' costituzionale delle disposizioni che lo prevedono.

Ha inoltre accolto la questione, sollevata dagli stessi Tribunali, relativa alla disposizione che consentiva al capolista eletto in piu' collegi di scegliere a sua discrezione il proprio collegio d’elezione. A seguito di questa dichiarazione di incostituzionalita', sopravvive comunque, allo stato, il criterio residuale del sorteggio previsto dall’ultimo periodo, non censurato nelle ordinanze di rimessione, dell’art. 85 del d.p.r n. 361 del 1957.

Ha dichiarato inammissibili o non fondate tutte le altre questioni. All’esito della sentenza, la legge elettorale e' suscettibile di immediata applicazione.

dal Palazzo della Consulta, 25 gennaio 2017

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

IL FATTO QUOTIDIANO

COME CAMBIA LA DEMOCRAZIA

RIFORMA COSTITUZIONALE: VERSO UN DECISO “NO”

quando l'economia prevale

di Alessandro Torre

Come potra' ricordare chi leggeva “Cercasi un fine” una decina di anni fa, gia' in una occasione ebbi modo di dire qualcosa su una riforma costituzionale. Si trattava, all’epoca, della riforma berlusconiana del 2005 e il breve articolo comparve, con il titolo "Salviamo la Costituzione" proprio in quell’anno. Quella riforma, di cui sintetizzavo i contenuti, fu respinta da un referendum anche per merito del Comitato nazionale “Salviamo la Costituzione” di cui facevo parte. Ed oggi? Poco gradevole, ritrovarsi di fronte a un tipico deja' vu. Ieri, la riforma era politicamente sostenuta da un governo di centro-destra il cui intento era realizzare un potenziamento costitzionale della leadesrhip politica creando a tale scopo un sistema di premierato (e in tale aspetto della riforma, tutt’altro che una sfumatura, si individuava l’elemento più allarmante). Oggi, una medesima azione riformatrice che non trovo particolare difficolta' a considerare del medesimo segno nasce da un’amministrazione di centro-sinistra, che dietro le parole d’ordine del superamento del bicameralismo paritario, della riduzione dei costi della politica, della razionalizzazione degli enti territoriali, persegue egualmente un fine di rafforzamento del potere esecutivo a svantaggio del legislativo e della sua democraticità. L’esiguita' dello spazio concesso a questo mio intervento impedisce oggettivamente un’analisi dettagliata del disegno riformatore su cui oggi si discute e domani si andra' a votare. Poiche' i lettori di “Cercasi un fine” sono sempre molto informati e attenti, la do per conosciuta almeno nei suoi tratti essenziali.

© 2016 by GATTASELVATICA
NO Riforma Costituzionale
comitato-di-terra-di-bari-per-no-nel-referendum@googlegroups.com